giovedì 7 aprile 2016

Giornali - 001


Leggo spesso sui giornali, nazionali e locali, lettere da parte di lettori che mi lasciano perplesso.
Un paio di giorni fa leggevo (in sintesi) di una ragazza, laureata in chimica, che dopo un tirocinio passato a fare fotocopie, presso una grande società di cosmesi (che aveva fin dall'inizio sottolineato che non l'avrebbe mai assunta, anche se la ragazza ha continuato a sperare), stava vivendo da quasi un annetto nel limbo più totale, senza un lavoro neanche da società interinali ecc ecc.
A 31 anni.
La lettera non illustrava alcuni elementi, secondo me, importanti per comprendere la situazione.
Premesso che trovo inaccettabile che i tirocini o gli stage siano sfruttati dalle aziende per avere bassa manovalanza a costo zero, ma che bisognerebbe veramente controllare che vi sia formazione nei termini concordati, mi chiedo quanto segue:
Perchè la laurea è stata conseguita in circa 10 anni ?
Ci sono stati problemi di salute, di famiglia oppure ha dovuto lavorare per studiare ?
Nel caso apprezzerei molto chi, nonostante difficoltà economiche, di salute o altro, si fosse data da fare per proseguire comunque gli studi.
Troverei utile evidenziarlo, altrimenti quello che si capisce è che la ragazza ha fatto festa per 10 anni e che, con calma, ha ottenuto una laurea; della quale sarebbe opportuno sapere almeno la votazione finale.
In mancanza di motivazioni "valide", non assumerei mai una persona che, altrimenti, ha probabilmente cazzeggiato dai 19 ai 29 anni, con il benestare della famiglia.
In perfetta malafede, riscontro purtroppo che la verità è spesso l'ultima situazione e che naturalmente è sempre colpa degli altri e del mondo cattivo che ci circonda.
Non sarebbe male, in prima battuta, un pò di autocritica.