Nelle ultime settimane si sente sempre più parlare di mancanza di forza lavoro nell'agricoltura, per la raccolta di prodotti e altri lavori annessi; sembra che non siano necessarie particolari competenze per svolgere tale lavoro, o comunque nel caso siano colmabili velocemente (almeno per i grandi numeri).
Ci sono proposte di regolarizzazione di immigrati (clandestini) adibibili a tal proposito, di apertura di corridoi (es. dalla Romania) per permettere l'afflusso di manodopera dall'estero (ma non siamo ancora sotto minaccia di pandemia ?) e soluzioni del genere.
Qualche numero: sembra che manchino almeno 250.000 unità (circa 100.000 braccianti rumeni) ma poniamo che i numeri siano anche il doppio, per avere una idea allargata dell'esigenza.
In Italia abbiamo circa 13/15.000.000 di persone tra disoccupati e inoccupati (quelli che non lavorano, non studiano e non cercano lavoro), e sono stati concessi più di 2.000.000 di redditi di cittadinanza (di cui circa 800.000 risultano occupabili); le cifre sono sempre piuttosto difficili da individuare poichè le fonti sono spesso poco chiare; va da se che, se anche i numeri non fossero così precisi, tutte le persone che già lo Stato (e in questo caso noi) sta pagando, a fare il nulla, potrebbero coprire più volte l'esigenza agricola e una serie di altre.
Perchè questa cosa non avviene è il solito mistero all'italiana ... prima gli italiani (come spesso si sente ragliare in televisione) in questo caso non è valido ?
Se la risposta è che gli italiani certi lavori non li vogliono più fare, che gli stranieri vanno meglio (per le aziende che adesso si lamentano perchè i prodotti rimangono nei campi) perchè possono essere pagati 3 euro all'ora (o peggio, soprattutto se clandestini) ecc ecc, di che cosa si sta parlando ?