lunedì 18 luglio 2016

Lavoro - Crisi dei cinquantenni



Riscontro sempre più frequentemente persone sui 50 anni che perdono il posto di lavoro. Le difficoltà nel trovare un nuovo posto sembrano spesso insormontabili.
Ovviamente l'unico motivo è che viviamo in un mondo cattivo.
Premesso che il mondo non è certamente popolato da Santi e che globalizzazione e tecnologie (oltre all'aumento delle persone "in concorrenza" per un lavoro) hanno reso il tutto piuttosto difficile volevo annotare alcune cose:
Parlando con queste persone sembra che tutti siano ormai stufi di correre come dei matti (visto che sono 20/30 anni che così fanno; le energie sono diminuite, la voglia anche); potrebbe essere piuttosto comprensibile.
Sembra che poche persone abbiano investito su una propria crescita professionale (ossia sappiano fare un qualcosa o abbiano sviluppato un qualcosa) appetibile per il mercato; anche perchè questo non è detto si riesca a fare all'interno del contesto lavorativo ma bisogna dedicarci energie al di fuori di esso (e quindi in parte sacrificare affetti, famiglia, tempo libero, ore di sonno ecc); potrebbe essere abbastanza comprensibile.
Sembra che alcune, per non dire molte, di queste persone, abbiano raggiunto livelli di guadagno (e quindi di costo per l'azienda) normalmente superiori agli anni precedenti e che pochissimi prendano in considerazione un abbassamento di stipendio o un lavoro di livello inferiore a quello precedente (molti piuttosto non lavorano) almeno finchè possono permetterselo (a costo di chiedere soldi ai genitori più che anziani); potrebbe essere più o meno comprensibile.
Una delle domande che mi sono sempre posto è perchè qualcuno dovrebbe pagarmi per fare una cosa, e quanto ? Ovvero cosa sono capace di fare per poter chiedere tot denaro in cambio ?
Quando sento frasi tipo "hanno assunto un giovane con tre anni di esperienza e mi hanno sostituito, dopo 20 anni", la domanda sorge spontanea: ma se dopo 20 anni di lavoro un neoassunto con poca esperienza può sostituirti, cosa hai imparato in 20 anni di lavoro ?
Se sostanzialmente a parità di lavoro svolto il neoassunto è più incentivabile, meno stanco e stufo, più brillante e soprattutto costa la metà, perchè devono tenerti ?
Tu, tirando fuori i soldi dalle tue tasche, lo faresti ?
Medesimo discorso quando si cerca un nuovo posto; a 50 anni dovresti aver costruito una professionalità, dei contatti (ad es commerciali, di rete di segnalazioni, ecc), del knowhow tecnico piuttosto che gestionale che dovrebbero permettere un reinserimento nel mondo del lavoro piuttosto agevole (avendo ancora davanti una ventina di anni di attività); in effetti chi conosco con queste caratteristiche (a parte che molti lavorano in proprio e sono costretti ad essere impostati in questa maniera, altrimenti non mangiano) non ha mai avuto, anche in questi anni di crisi, problemi nel trovare nuovi sbocchi; gli altri sono anni che continuano a fare lo stesso tipo di lavoro (almeno come ambito) entrando in una routine a volte un pò noiosetta, senza apprendere granchè di nuovo nel tempo e rendendosi pertanto facilmente sostituibili.
Credo che questo sia il cardine del discorso; se sei utile (non dico addirittura indispensabile, cosa molto rara), nessun pazzo ti licenzierà mai (almeno per motivi legati al lavoro) e nel caso chiudesse l'azienda, non dovrebbe essere difficile trovarne un'altra.
Uno dei segreti potrebbe essere di non smettere mai di apprendere cose nuove, di rendere la tua posizione e la tua persona difficilmente sostituibili e remunerativi, per te e per l'azienda, di non "sedersi" come spesso accade, poichè credo nessuno pagherebbe qualcuno per stare seduto e per fare il minimo indispensabile di ciò che gli si chiede, soprattutto se costa caro.
Meditate ...

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