martedì 16 aprile 2019

GIOCHI - Giochi di Ruolo 1 di 2

Comprai la mia prima scatola a Natale del 1985; D&D scatola rossa (abbastanza famosa per gli addetti ai lavori); tre/quattro mesi dopo avevo già fotocopiato i manuali di Advanced D&D in inglese (la prima edizione o quasi, quella con l'Unearthed Arcana); visto che le varie scatole di diverso colore, tradotte in italiano, mi sembravano poca cosa. Da li non ho praticamente mai smesso, una volta la settimana il lunedì sera è sempre (o quasi) stato dedicato a questa passione, con gli amici che negli anni si sono succeduti.
Non dico di aver giocato a tutti i Gdr, fantasy e non, esistenti, ma ne ho provati parecchi, tra nuove uscite e riedizioni.
Praticamente sempre i vari master incontrati (compreso il sottoscritto) hanno personalizzato i regolamenti e ultimamente ho avuto una sostanziale crisi di rigetto, che volevo esprimere in questo post: "ma perché devo continuamente giocare al 'gioco del master' ? Perchè con decine di libri e centinaia di pagine di regole, caro master, devi per forza variare sempre qualcosa 'così è diverso' come solitamente dici ? Cinquemila oggetti magici e devi crearne uno a muzzo tuo ? Ma possibile che nel regolamento (ve ne esistono alcuni, pochi devo dire, davvero completi e bilanciati) non trovi il modo di ottenere lo stesso risultato elaborando qualcosa in linea con quanto già scritto nei libri ?
Normalmente le varianti sembrano consone solamente al master che le ha create e ad alcuni entusiasti; normalmente vanno poi in conflitto con una parte delle regole esistenti e generano degli accrocchi che sarebbe stato meglio evitare ... Ebbasta !!!
Si può proporre al gruppo di giocare una variante simile al tal gioco, ma se ci troviamo a giocare a XXX, prima di personalizzare, utilizziamo tutte le regole di XXX ... invece usandone una parte (spesso neanche la metà) Zot ! ecco la modifica ...
Vero è che l'importante è divertirsi, però esistono più modalità di divertimento in particolare nei Gdr e tutti i componenti del gruppo di amici dovrebbero trovarci il proprio sugo.

martedì 5 marzo 2019

Pensioni - Quota 100

Avevo già scritto qualcosa con riferimento al numero minimo di anni (20) da versare, con le relative considerazioni.
Per la quota 100 il ragionamento non cambia; vero è che bisogna normare chi ha già versato anni, decenni di contributi, ma perchè continuiamo a considerare gli anni di versamento ?
Stabiliamo una età dalla quale si può andare in pensione (con i dovuti aggiustamenti per i mestieri usuranti e tutto il resto), es. 67 anni. Vediamo a quell'età quanto una persona ha versato e visto che il sistema è sempre più contributivo (man mano che passano gli anni) calcoliamo quanto gli spetta con riferimento alla vita media ecc ecc. (personalmente adotterei un sistema diverso, tipo quello inglese ... lo trovo più "umano", cercatelo ...)
Oppure inseriamo anche un minimo di versamenti, in euro, non in anni o mesi.
Se a 50 anni ho versato una catervata di contributi (perchè esiste un tetto (Legge 335/1995 art. 2 c. 18) ma è (anno 2018) di 101.427,00  o 70.717,00 dipende dai casi) e vista l'aliquota Inps per ottenere queste cifre, calcolate voi il reddito su cui fare il calcolo ... non è che ci siano molte persone ad avere un reddito del genere però ci sono, e intermedio ancor di più, vorrei poter decidere di smettere di versare e aspettare l'età prefissata per intascare la mia pensione.

Qualcuno potrebbe anche azzardare di poter calcolare la cifra mensile se la pensione viene chiesta a 50 anni; se tanto il numero tiene conto di quanto versato e dell'aspettativa di vita per capire quanti mesi verranno pagati ...
perchè no ?
La cifra sarà semplicemente più piccola rispetto a quella intascabile a 67 anni.
Invece si fanno i calcoli così ... sempre come il n° dei vani degli alloggi anziché i mq. .... (almeno per questi l'intenzione di adeguarli c'è).


Politica - Compromessi

Primo partito, al netto delle alleanze ... immagino nell'impossibilità di arrivare al 51% la scelta ... rimanere all'opposizione (che il primo partito rimanga all'opposizione non è proprio degno di un Paese democratico), oppure fare una alleanza, che più volte e da più parti è stato annunciato che non si sarebbe mai fatta ... soprattutto con alcuni ...
Rimanere all'opposizione ancora per quanti anni ... ? Forse per decenni, visto che nessuno è mai riuscito ad arrivare al 51, anche in tempi diversi e neanche con i santi in paradiso ...
E visto che si va avanti a "fiducia" esautorando di fatto il Parlamento (o quasi), di quale opposizione si sta parlando ... ? Diciamo, poca roba ...
Adesso per ottenere qualcosa (e su due cose ci sono un paio di post in questo blog) si cede altrove ...
Probabile che nei prossimi giorni (domani o dopo ...) si cederà sulla TAV, visto che per molto meno si sarebbe già dovuto mandare l'alleanza in vacca e tornare alle urne ...
Così verranno persi ulteriori quintali di voti e la Sindaca non verrà rinnovata in città, perché qui, anche se i più irriducibili votano altrove, non la perdoneranno, indirettamente.
E dopo questo, si tornerà alla ricerca di qualcuno che faccia o non faccia veramente ciò che ha "promesso", che quando arriva da qualche parte non cambi bandiera, che piuttosto, nell'impossibilità di andare avanti sul cammino annunciato, richieda nuove elezioni ...
E se per n volte non si otterrà granché ..... beh ... in fondo sarà ciò che gli italiani da sempre vogliono (almeno la maggioranza, sembra) ... e quelli sani cambieranno nazione.