Ho da poco finito di leggere un libro (il secondo che ho acquistato, del medesimo Autore - vedi post "Letture - Particolari" di dic 2015) che parla del fenomeno del downshifting (in sostanza cercare di vivere una vita più vicina ai propri desideri, abbattendo i consumi "inutili e indotti" col conseguente risparmio, e minor necessità, di denaro per poter vivere). Una definizione più corretta ed estesa potete trovarla in rete o leggendo appunto i libri che ne parlano.
L'Autore (mio coetaneo) descrive la propria esperienza prima, durante e ormai anche un pò dopo questo cambio di impostazione della propria vita.
Premetto che ho praticamente fatto la medesima scelta, una decina di anni fa, con modalità leggermente diverse, avendo ognuno la propria idea di esistenza.
Condivido buona parte dei principi espressi e pertanto quanto segue rappresenta solamente alcune annotazioni che mi permetto di fare senza voler contraddire ne criticare (nel senso brutto del termine) alcunché del contenuto del libro e delle scelte percorse dall'Autore.
Nelle pagine in cui si indicava la possibilità di ricavare denari investendo i risparmi, dopo solo pochi anni, i conti deposito o similari (a meno che qualcuno non sia stato così lungimirante nell'acquistare i BTP del periodo del governo Monti) si sono praticamente azzerati, anzi, bolli e balzelli vari intaccano addirittura il capitale. Se questa cosa doveva integrare la disponibilità finanziaria presente e futura, considerando un periodo di 20/30 anni ..... forse sarebbe più opportuno trovare soluzioni diverse.
A parte questa considerazione, molto pragmatica, l'unico neo che ho riscontrato in questo discorso è l'impressione quasi di chiamarsi fuori dalla società in cui viviamo in particolare in Italia; mi spiego: Quando viene indicata una assicurazione privata come superflua, visto che la nostra sanità funziona ancora abbastanza (l'indicazione che è una della prime, risulta da alcune ricerche, ma purtroppo rileva solo una parte dei dati; quelle successive ne hanno rivelato tutte le inesattezze (purtroppo); diciamo che soprattutto nel nord-italia va un pò meglio), spiace che non si dica che qualcuno, questa sanità, la paga, per se e per gli altri; sono soprattutto quelli che costituiscono la massa delle persone, ossia quelli che rimangono negli ingranaggi del sistema, dal quale si vuole sfuggire; chi si mette ai margini del sistema, consuma poco (quindi paga poca IVA), magari fa lavoretti "esentasse" ecc ecc, poco contribuisce ai costi della comunità; gli ospedali, le scuole, l'asfalto delle strade e l'illuminazione pubblica, le forze di sicurezza e tutto il resto, se nessuno le pagasse o tutti le pagassimo poco, non ci sarebbero (volendo si potrebbe innescare il discorso di quanto esagerato è il costo che paghiamo dovuto al magna magna, corruzione, malavita ecc, ma il principio rimarrebbe); è facile chiamarsi fuori (come imposte e tasse) dalla società standardizzata e poi fruire di quanto di buono questa riesce ad offrire (e si potrebbero fare decine di esempi di persone e gruppi che di fatto si comportano in questo modo).
Esiste poi la problematica di quando l'età non consentirà più di fare determinate cose o peggio; questo capitolo andrà poi scritto, perché credo che aumenterà l'utilizzo di "cosa pubblica" senza averla quasi mai pagata, o pagata solo in minima parte .....
Personalmente mi sono sostanzialmente "scollocato" ma continuo (senza aver ereditato nulla) a pagare le mie tasse, versare i miei contributi, mantenere una posizione che mi permette di lavoricchiare pagando il dovuto (che se smettessero di rubarselo mi farebbero un favore) e nonostante ciò, mantengo alcune posizioni assicurative (non ho mai fatto il dipendente) e quant'altro.
Nel tempo libero, mai avuto così tanto, neanche da ragazzino, faccio tra le altre cose del volontariato, insieme a persone che solitamente sono state parte del sistema (ora quasi tutti nonni e pensionati) ma che pensano che qualcosa di decente in questo sistema esista ancora.
Ognuno chiaramente fa le proprie scelte, la vita è una sola (come si dice), però ....
Concludo confermando che, se economicamente si riesce a trovare una quadra, se si riesce a incrociare qualcuno che ha fatto la medesima scelta (in effetti la solitudine è una condizione che ho provato anch'io), la vita risulta ben diversa rispetto alla gabbia di matti in cui ci si trova spesso a dover vivere.
Enjoy