martedì 2 ottobre 2018

Sport - Pallavolo

Sono andato a vedere i mondiali di pallavolo a Torino, non giocava l'Italia ma essendo uno dei miei primi amori sportivi, una giornata di Volley ad alto livello è sempre la benvenuta. Sarà probabilmente l'ultima volta che non me ne sto a casa davanti alla TV, mi spiego: tra un punto e l'altro, un agitatore di popolo munito di microfono urlava per centinaia di decibel qualunque cosa, nel tentativo di coinvolgere nel tifo gli spettatori, che come scimmiette imbambolate si muovevano e urlavano più o meno coordinate, quanto suggerito dall'agitatore .... da monster block a ace ace, e così via. dopo la prima partita (quella delle 17,00) avevo già mal di testa, aggravato dalla seconda partita; passato il giorno dopo, nel pomeriggio (ah già ... non soffro di emicranie e spesso ascolto hard rock o heavy metal a palla, senza per questo dover ricorrere successivamente a pasticche varie per lenire il dolore).
Veramente fastidioso e immagino che i giocatori ne farebbero volentieri a meno. In televisione il suono sembra essere più in sottofondo, e le coreografie suggerite, si vedono solo ogni tanto (per fortuna, dato che si mandano in onda i replay o quanto si dicono giocatori e allenatore durante le sospensioni); veramente il Volley ha bisogno di queste cose per alimentare lo show soprattutto dal vivo ?
Altra cosa che mi ha mandato in bestia è il boato di giubilo del pubblico quando una palla, sul servizio, toccando la rete è caduta in una zona non raggiunta dagli avversari, segnando un punto .... prima si sarebbe rifatto il servizio (un pò come nel tennis) adesso, a parte che è diventata quasi una strategia cercare il nastro sul servizio, con tutti i rischi del caso, si gioisce per un punto fatto di c..o o rubato come lo definirei io; nel tennis si chiede ancora scusa per queste cose ... viva la sportività; così come riempire di fischi chi sta per servire, per cercare di deconcentrarlo ..... Ma perchè queste persone non vanno a vedere il calcio, così si ritrovano con i propri simili ??? 
Sembra ormai che gli spettatori si assomiglino, speriamo stiano fuori dai campi da tennis, anche se ogni tanto purtroppo qualcuno .... (basta vedere le partite di Coppa Davis).

Ultima cosa che veramente non ho capito .... ma perchè i quattro addetti a rifornire di palloni i giocatori che erano al servizio erano quattro ragazzi e i quattro addetti muniti di panni che asciugavano il campo per eliminare tracce di sudore e la possibilità di scivolare, erano quattro ragazze ???
Ed è stato così in tutte le partite che ho visto anche in TV (anche se qualcuna l'ho persa)...
Povero Volley !

martedì 22 maggio 2018

Letture - Downshifting

Ho da poco finito di leggere un libro (il secondo che ho acquistato, del medesimo Autore - vedi post "Letture - Particolari" di dic 2015) che parla del fenomeno del downshifting (in sostanza cercare di vivere una vita più vicina ai propri desideri, abbattendo i consumi "inutili e indotti" col conseguente risparmio, e minor necessità, di denaro per poter vivere). Una definizione più corretta ed estesa potete trovarla in rete o leggendo appunto i libri che ne parlano.
L'Autore (mio coetaneo) descrive la propria esperienza prima, durante e ormai anche un pò dopo questo cambio di impostazione della propria vita.
Premetto che ho praticamente fatto la medesima scelta, una decina di anni fa, con modalità leggermente diverse, avendo ognuno la propria idea di esistenza.
Condivido buona parte dei principi espressi e pertanto quanto segue rappresenta solamente alcune annotazioni che mi permetto di fare senza voler contraddire ne criticare (nel senso brutto del termine) alcunché del contenuto del libro e delle scelte percorse dall'Autore.
Nelle pagine in cui si indicava la possibilità di ricavare denari investendo i risparmi, dopo solo pochi anni, i conti deposito o similari (a meno che qualcuno non sia stato così lungimirante nell'acquistare i BTP del periodo del governo Monti) si sono praticamente azzerati, anzi, bolli e balzelli vari intaccano addirittura il capitale. Se questa cosa doveva integrare la disponibilità finanziaria presente e futura, considerando un periodo di 20/30 anni ..... forse sarebbe più opportuno trovare soluzioni diverse.
A parte questa considerazione, molto pragmatica, l'unico neo che ho riscontrato in questo discorso è l'impressione quasi di chiamarsi fuori dalla società in cui viviamo in particolare in Italia; mi spiego: Quando viene indicata una assicurazione privata come superflua, visto che la nostra sanità funziona ancora abbastanza (l'indicazione che è una della prime, risulta da alcune ricerche, ma purtroppo rileva solo una parte dei dati; quelle successive ne hanno rivelato tutte le inesattezze (purtroppo); diciamo che soprattutto nel nord-italia va un pò meglio), spiace che non si dica che qualcuno, questa sanità, la paga, per se e per gli altri; sono soprattutto quelli che costituiscono la massa delle persone, ossia quelli che rimangono negli ingranaggi del sistema, dal quale si vuole sfuggire; chi si mette ai margini del sistema, consuma poco (quindi paga poca IVA), magari fa lavoretti "esentasse" ecc ecc, poco contribuisce ai costi della comunità; gli ospedali, le scuole, l'asfalto delle strade e l'illuminazione pubblica, le forze di sicurezza e tutto il resto, se nessuno le pagasse o tutti le pagassimo poco, non ci sarebbero (volendo si potrebbe innescare il discorso di quanto esagerato è il costo che paghiamo dovuto al magna magna, corruzione, malavita ecc, ma il principio rimarrebbe); è facile chiamarsi fuori (come imposte e tasse) dalla società standardizzata e poi fruire di quanto di buono questa riesce ad offrire (e si potrebbero fare decine di esempi di persone e gruppi che di fatto si comportano in questo modo).
Esiste poi la problematica di quando l'età non consentirà più di fare determinate cose o peggio; questo capitolo andrà poi scritto, perché credo che aumenterà l'utilizzo di "cosa pubblica" senza averla quasi mai pagata, o pagata solo in minima parte .....
Personalmente mi sono sostanzialmente "scollocato" ma continuo (senza aver ereditato nulla) a pagare le mie tasse, versare i miei contributi, mantenere una posizione che mi permette di lavoricchiare pagando il dovuto (che se smettessero di rubarselo mi farebbero un favore) e nonostante ciò, mantengo alcune posizioni assicurative (non ho mai fatto il dipendente) e quant'altro.
Nel tempo libero, mai avuto così tanto, neanche da ragazzino, faccio tra le altre cose del volontariato, insieme a persone che solitamente sono state parte del sistema (ora quasi tutti nonni e pensionati) ma che pensano che qualcosa di decente in questo sistema esista ancora.
Ognuno chiaramente fa le proprie scelte, la vita è una sola (come si dice), però ....
Concludo confermando che, se economicamente si riesce a trovare una quadra, se si riesce a incrociare qualcuno che ha fatto la medesima scelta (in effetti la solitudine è una condizione che ho provato anch'io), la vita risulta ben diversa rispetto alla gabbia di matti in cui ci si trova spesso a dover vivere.
Enjoy

venerdì 18 maggio 2018

Negozi - Acquisti on line

Qualche giorno fa ho rotto il mio rasoio elettrico; da anni (credo almeno una ventina) acquisto rasoio e ricambi presso un negozietto, piuttosto ben fornito, non proprio comodo da raggiungere (mezz'oretta almeno di traffico e il delirio a parcheggiare), ma nel quale ho sempre risolto con immediatezza il problema (andare in giro con la barba a metà, poteva causarmi qualche imbarazzo lavorativo).
Anche questa volta ho immaginato di seguire il medesimo iter, ma dato che ho ancora ricambi del rasoio rotto e il modello non è dei più recenti, telefono al negozio per chiedere se fosse ancora disponibile; mi dicono di si e a questo punto, già che c'ero, chiedo il prezzo ... 40 euro.
Per sfizio, guardo on line, il sito che va per la maggiore ... 27,99 (non ho la consegna veloce); aggiungo una cosa che avrei comunque dovuto acquistare e la consegna diventa compresa nel prezzo.
Già non sono schierato dalla parte dei negozietti, che se in luoghi un pò isolati svolgono ancora una propria funzione ma che spesso (ovviamente dipende dagli articoli trattati) la funzione principale è "fare da magazzino" (... ossia sono ormai praticamente inutili ...) ma il 30% di differenza mi è sembrata una assurdità (o meglio una presa per il c...).
A questo punto ho ordinato su internet e tre giorni dopo è arrivato il tutto (volendo potevo avere i pezzi il pomeriggio dello stesso giorno), a casa, evitando più di un'ora di spostamenti e tra parcheggio e resto un'oretta e mezza di tempo (oltre a costo zona blu e benzina risparmiate).
Pensandoci bene, i denari che avrei speso in più li devo lavorare, nessuno me li regala; e spesso sento dire che bisogna tenere in vita i negozietti .... sarei d'accordo ma non in questo modo "artificiale"; teniamo in vita quelli che danno un valore aggiunto con la propria attività, i "passacarte" assolutamente no.
Se poi consideriamo l'evasione fiscale .... il discorso diventa lungo (anche se i grandi gruppi riescono comunque a trovare il modo di schivare le tassazioni italiche).

Negozi - Grande Distribuzione

Molto spesso tra amici si discute di quanto i piccoli negozi al dettaglio soffrano (e chiudano le serrande) poiché la grande distribuzione (ipermercati) può praticare prezzi più bassi, maggior offerta, orari h. 24; se il negozio non si è "specializzato" in qualcosa di appetibile per i clienti (ad esempio una gastronomia buona o una ferramenta che fornisce indicazioni precise su come eseguire lavori "fai da te") probabilmente agonizzerà fino alla propria dipartita dal mercato. In generale ovviamente spiace; si perde anche in umanità inaridendo una serie di pratiche sociali, che vanno oltre la mera compravendita di prodotti.
A tal proposito, ricordo che da ragazzino, intorno alla metà degli anni '70, vedevo in TV una serie di film comici francesi, in particolare uno, prodotto nel 1973 ("Le grand bazar", arrivato da noi pochi anni dopo) intitolato "cinque matti al supermercato" (su internet li trovate tutti, " ... vanno in guerra, alla corrida, allo stadio, al servizio di leva" ecc); in sintesi, vicino ad un paesello francese arriva un supermercato che porta via praticamente tutti i clienti ai negozianti della zona, che accettano di lavorare al suo interno ad eccezione di un bar, emporio che non vuole arrendersi (cinque ragazzi si offrono di portare via i prodotti del supermercato così da procurare la merce da vendere a costo zero ...). I francesi hanno avuto i medesimi problemi nostri, al riguardo, con parecchi anni di anticipo, visto lo sviluppo del settore sul loro territorio (i marchi sono noti credo a tutti).
Questo per trovare una risposta alla seguente domanda: ma se sono 40/45 anni che la Grande Distribuzione causa situazioni del genere, perché questa cosa tutte le volte genera "sorpresa" ?
Perché nel frattempo tantissimi negozianti non hanno cercato (almeno) un qualche rimedio verso questa onda che prima o poi sarebbe arrivata anche nella loro zona, probabilmente ?
Chi ha ereditato l'attività dalla famiglia, avrebbe magari dovuto cercare il modo di trasformarla o di cederla (a questo punto la domanda l'avrei fatta all'acquirente) ma chi negli ultimi 20/25 anni ha aperto un negozio, che poi si è trovato minacciato da questa realtà, dove ha vissuto per non immaginare la fine che rischiava di fare ?
Avevano fatto addirittura dei film al riguardo .....
E' sempre solo colpa del mondo cattivo (che di colpe ne ha certamente tante) oppure si poteva provare a parare il colpo ?
Meditate ...

mercoledì 16 maggio 2018

Letture - Particolari II

Ho da poco finito di leggere un paio di libri scritti da uno dei primi italiani che è andato a mettere il naso in oriente (non è Marco Polo ...) per capire in particolare come si stava sviluppando il mercato cinese e le aziende in esso operanti.
Lavora in Oriente e negli USA e spesso racconta una visione della realtà (che condivido praticamente in tutto) senza fare sconti o cercare di essere delicato, quando invece occorre scrollare le persone e invitarle a pensare e a muoversi.
Da tempo vorrei scrivere un libro, e sono rimasto stupito da quanto questi assomigliassero (almeno nelle parti riferite all'Italia) a quello che vorrei comunicare a chi avesse la pazienza di leggermi.
I titoli sono; Muovete il culo (appena uscito) e Il potere è noioso - Baldini & Castoldi editori.
Consigliati a adulti, genitori e figli.

domenica 11 marzo 2018

Politica - A volte ritornano

Ho trovato un sunto (wikipedia), ovviamente non esaustivo, di una situazione che potrebbe quasi descrivere cosa sta avvenendo oggi: 
  • il calo demografico dovuto non solo alle guerre ed alle carestie, ma anche alle epidemie che si diffondevano molto velocemente e causavano numerose vittime;
  • la crisi economico-produttiva delle campagne unita al crollo dei traffici commerciali, all'inflazione galoppante e, quindi, al ritorno ai pagamenti in natura;
  • la crisi e la fuga dalle città, a rischio non solo di saccheggio, ma anche di malattie infettive per le disastrose condizioni igieniche;
  • la perdita di coesione sociale, dovuta all'enorme squilibrio nella distribuzione della ricchezza: lusso eccessivo per pochissimi privilegiati e povertà estrema per la grande massa dei contadini e del proletariato urbano;
  • la mancanza di consenso nei confronti del governo centrale, causata anche dalla degenerazione burocratica: da una parte corruzione sistematica, dall'altra eccessivo peso fiscale che finiva per gravare sui ceti meno abbienti;
  • i difetti del sistema costituzionale, con il governo centrale condizionato dallo strapotere dell'esercito e sempre a rischio di usurpazione.

Da alcuni termini si ravvisa che sembra una situazione ormai datata (non si parla di  banche o di borse, ne di industrie o di multinazionali, bensì di epidemie, pagamenti in natura e usurpazione/colpo di Stato), anche se in più parti del mondo queste cose avvengono ancora e neanche raramente.

Ah già, la pagina iniziava così:

Oltre alle invasioni germaniche del V secolo e all'importanza sempre più incisiva dell'elemento barbarico nell'esercito romano, sono stati individuati anche altri aspetti per spiegare la lunga crisi e la caduta finale dell'Impero romano d'Occidente (476 A.D.).

Meditate ...

giovedì 8 marzo 2018

Leggi - Reddito di cittadinanza


Come funziona il reddito di cittadinanza (RdC) ?

Secondo l'ISTAT, qualunque cittadino viva da solo con meno di 780 euro al mese si trova sotto la soglia di povertà. Tale soglia varia a seconda del numero dei componenti del nucleo famigliare. Il reddito di cittadinanza prevederebbe un'integrazione/erogazione economica mirata a far in modo che chiunque possa raggiungere la soglia dei 780 euro mensili; sembra che anche i lavoratori full-time sottopagati avranno diritto ad un'integrazione: è stata progettata l'introduzione del salario minimo contrattuale con pagamento base di 9 euro l'ora. In caso di lavoro part time, invece, è prevista l'integrazione salariale per giungere ai 780 euro mensili.

Quali sono i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza ?

Per ottenere il reddito di cittadinanza occorrerà essere in possesso di determinati requisiti e per non perdere il sussidio bisognerà attenersi a determinate regole.

Tra i requisiti:

- Avere più di 18 anni;

- Essere disoccupati o inoccupati;

- Possedere un reddito lavorativo inferiore alla soglia di povertà italiana stabilita dall'ISTAT;
- Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà.


Quali sono le regole da rispettare per continuare a beneficiare della misura ?

- Iscriversi al Centro per l'Impiego e rendersi immediatamente disponibile al lavoro;

- Intraprendere un percorso di ricerca lavorativa che impegni almeno 2 ore giornaliere;

- Offrire la disponibilità per progetti utili alla collettività per 8 ore settimanali;

- Frequentare corsi di qualifica/riqualifica professionale;

- Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
- Accettare obbligatoriamente uno dei primi tre lavori che vengono offerti.


A proposito del reinserimento lavorativo e della riqualificazione professionale, saranno previste agevolazioni per chi assume i beneficiari del reddito di cittadinanza, per chi organizza laboratori per la creazione di nuove imprese.

Non ho trovato alcun accenno all'ISEE nei requisiti; magari l'elenco che ho trovato è incompleto (in effetti l'indicazione è "... tra i requisiti ...") .... speriamo.


La cosa potrebbe avere un senso (anche se non tutti possono condividerlo, almeno un sano ragionamento sarebbe costruttivo farlo); personalmente il dubbio più grande è: considerando che siamo in Italia e abbiamo a che fare con gli italiani, chi e come si controlla il rispetto delle regole da rispettare per beneficiare della misura ?

Nel Paese dei falsi invalidi scoperti, pochi, dopo decine di anni di frode (dal parcheggio alla pensione), dei furbetti del cartellino che ancora spopolano nel settore pubblico, dei lavoratori in nero che così prendono lo stipendio, a questo punto magari diminuito, visto che prendono il RdC (un po' come accadeva con la cassa integrazione e la mobilità pagata) ecc ecc., o si istituisce un sistema di controllo efficiente e con punizioni effettive (nel senso che chi fa il furbo paga sul serio e non per finta come spesso accade), oppure avremo, come avvenuto più volte, regalato dei denari ai soliti furbi e si sarà persa l'ennesima occasione .... purtroppo non sono ottimista.